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martedì, 14 novembre 2006

intermezzo

Se smettessi di scrivere - mi chiedo
come parlassi a lei, che non m'ascolta
(per il semplice fatto che non c'è,
e la vedo soltanto di sfuggita
che sempre pensa ad altro, sempre ha fretta) -
se smetto, che mi resta poi da fare?
Vivere?
- azzardo, e resto un po' sospesa,
senza un'idea precisa: della vita
già il solo pensiero m'affatica.
E sento lei che ride per le scale:
Dopo tanti anni ancora al "cosa resta"?
Ti resta da ridurre un po' i bagagli,
e attendere leggera la partenza,
se puoi con qualche luce viva in testa,
un quadernetto, una o due penne, e basta.

Scritto da: arden a 16:11 | link | commenti (11) |


Commenti
#1    14 Novembre 2006 - 20:39
 
Anche scrivere è vivere. E forse uno del migliore dei modi per farlo.
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#2    14 Novembre 2006 - 20:51
 
Si dejara de escribir – pienso
Como si hablara con ella, que no me escucha
(por el simple hecho de que no está,
la veo solo de paso
pensando siempre otras cosas, siempre con prisa)-
si dejara, que me queda después por hacer?
Vivir?- aventuro, y me quedo un poco en vilo,
Sin una idea precisa: de la vida
ya solo pensarla me cansa
Y escucho a ella que ríe por las escaleras:
Después de tantos años todavía en “que me queda”?
Te queda aligerar las maletas
Esperar serena la marcha
Si puedes con alguna luz dentro, viva
Un cuaderno, una o dos plumas, basta

(ho fatto questa versione immediata, mentre cenavo)
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#3    15 Novembre 2006 - 13:34
 
scrivere/vivere... vivere/scrivere... bei versi, bella traduzione, molto! i primi sei
versi spagnoli sono fortissimi.
Però, cara arden: la fatica della vita va affrontata, anzi: vissuta! e non è poi meno, a volte, della fatica di poetare... altrimenti: ma di cosa poeti?????
;-)
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#4    15 Novembre 2006 - 16:09
 
Bellissima traduzione, grazie, @Maria:-)

Sono piuttosto d'accordo con @Brian che anche scrivere è vivere: parte del vivere.
Quello che mi stanca al solo pensiero è un vivere che non comprenda la scrittura, che non le offra spazio.


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#5    15 Novembre 2006 - 19:33
 
Che grazia.
Una musa così saggia ma distratta dev'essere un po' invidiosa.
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#6    15 Novembre 2006 - 22:22
 
beh, però dalla poesia sembra che ci sia un elemento di stanchezza cheva oltre il fato di non accettare il fato di non poter scrivere. Sembra che la scrittura faccia un po' da rifugio per ripararti dagli affanni della vita, dalle emozioni, dall'adrenalina che non vuoi più sostenere. O no? Mentre il fatto di non voler vivere senza scrittura è una cosa positiva... Non so, ho avuto un senso di... come se a un certopunto dicessi: io mollo, aspetto solo la fine... questa cosa non è in linea co quel che scrivi... ;-)
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#7    16 Novembre 2006 - 07:40
 
Da qualche tempo non sono quasi mai in linea:-))
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#8    16 Novembre 2006 - 15:39
 
Bella,bella...la drammaticità della domanda "che mi resta?-é resa lieve dalla musa indaffarata e quasi ridanciana che poi ti risponde che non si può smettere ciò che è connaturato come il modo di fare e di pensare e di camminare.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IdaKrot

#9    18 Novembre 2006 - 09:48
 
Bella bella, Arden.
E non mi preoccupo affatto, a differenza dei nostri amici. Né per la tua scrittura, né per la tua vita.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente proteus2000

#10    19 Novembre 2006 - 08:02
 
C'è differenza? La scrittura, per chi scrive, è dentro la vita, un po' come l'amore. Senza, la vita resta mutila, un po' meno vita.
Fai bene, @Proteus, a non essere preoccupato per me. Non penso di essere già al punto di suscitare questi sentimenti:-))
Non credo però che nemmeno altri siano preoccupati. Piuttosto: ognuno, leggendo, coglie certi spunti (o punte) che toccano la propria personale esperienza, ed è a quella che reagisce.
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#11    20 Novembre 2006 - 11:53
 
ma su, lo sappiamo tutti, certo, che quella tra scrivere e vivere è una contrapposizione falsa (mica una cosa vera, come fondente-al latte, o maschi-femmine). si scrive per vivere di più, si vive per scrivere di più.
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