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mercoledì, 18 ottobre 2006

La valigia legata con lo spago,
di cartone, dei tempi della guerra,
un cappello di paglia a falda larga,
scuro, da gran diva, scarpe di tela
bianca. Così - mancava poco all'alba -
l'ho vista ritornare. Stropicciata,
stanca. Quasi furtiva. Circospetta.
L'ho sorpresa per caso, essendo in sogno
uscita sul terrazzo per fumare.
Ha sbirciato qui su - non m'è sfuggito -
mentre pagava il taxi. Avrà veduto
la brace, penso, della sigaretta.
Più in alto c'era un ricciolo di luna,
giusto un filo, nel cielo color malva.
Ma lei senza un cenno di saluto
già s'era allontanata per le scale,
lottando con la borsa e la valigia
e col cappello tutto di sghimbescio.

Scritto da: arden a 15:53 | link | commenti (10) |


Commenti
#1    18 Ottobre 2006 - 22:46
 
leggera, onirica...
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#2    19 Ottobre 2006 - 18:16
 
Bellissima, bellissima!
Una poesia in endecasillabi sciolti, legati in assonanze così musicali che è una delizia declamarli ad alta voce. Invidio questa tua capacità di raccontare in versi stralci di vita, ricordi e sensazioni in modo leggero e onirico (come giustamente ha rilevato spol).
Senti, arden, io vengo spesso a leggere le tue opere, in punta di piedi, di nascosto, quasi con rispetto reverenziale, perché riconosco in te delle rare doti poetiche. Oggi però non ho resistito e sono uscita allo scoperto per dirti che sei davvero bravissima. Ecco, ora te l'ho detto!

Un saluto da Faula, alias macacofonia. :)
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#3    20 Ottobre 2006 - 09:29
 
C'est la muse?

Il ricciolo di luna e il cielo di malva incantano anche un cuore di pietra.
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#4    20 Ottobre 2006 - 19:28
 
Sì, sottoscrivo...
Un ricciolo di luna su sfondo malva è come una fessura di luce.
Appena arcuata, giusto per ammiccare a un altrove, sotto le trasparenze...
ciao, cara Arden :)
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#5    21 Ottobre 2006 - 17:07
 
Le metterei tutte assieme, le poesie dedicate alla revenant (molto belle).
Non posso commentarla altrimenti, questa.
OT
tornato ora.
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#6    21 Ottobre 2006 - 18:21
 
Insomma, la musa continua ad avere i suoi fan, a quanto pare;-))

Un benvenuto a @Faula, un bentornato a @Proteus-sotto-forma-di-Naima (che proteo sarebbe sennò?) e un saluto con inchino a tutti, anche da parte della bizzarra signora (che però non s'inchina, lei:-)).
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#7    21 Ottobre 2006 - 23:35
 
Mi ero loggato dal PC di Annalisa.
"Tornato" ero io, in effetti.
ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente proteus2000

#8    24 Ottobre 2006 - 11:22
 
beh, rileggendola anche sotto diversa firma (mia) la trovo davvero splendida... ma più che pslendida, direi ancora... leggera, onirica... se non t offende, credo che fellini ne avrebbe fatto un film e de gregori (quello dei tempi d'oro) una canzone...
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#9    25 Ottobre 2006 - 07:20
 
La tua musa si é tolta le ciabatte e va in giro con la sua valigia contornata di spago, eppure t'ispira versi che é bene leggere sillabando ogni parola, per poterla trattenere ancora tra le labbra e nelle orecchie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IdaKrot

#10    27 Ottobre 2006 - 07:18
 
La maleta atada con cuerda,
de cartón, de los tiempos de la guerra,
un sombrero de paja de ala ancha,
oscuro, de gran diva, zapatos de tela
blanca. Así –faltaba poco para el alba-
la ví volver. Cansada,
casi furtiva. Desastrada. Circunspecta.
La sorprendí por casualidad, saliendo en sueños
a la terraza a fumar.
Miró arriba de reojo –no se me escapó-
mientras pagaba el taxi. Habrá visto
las brasas, pienso, del cigarrillo.
Más allá había un rizo de luna
justo un hilo, en el cielo color malva.
Pero ella sin un gesto de saludo
ya se había marchado por la rampa-
luchando con la bolsa y la maleta,
el sombrero algo caído.


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