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lunedì, 29 maggio 2006

eutanasia

Fanno le fusa i gatti anche nell'ora
in cui stanno morendo - ha spiegato,
ormai insicuro di avere davanti
tanto tempo, l’etologo, rivolto
a un auditorio folto di anziani
- sull'orlo molti già di un mancamento
per lo strapazzo della cervicale
dovuto alla stazione prolungata
su seggiole viennesi. Una tortura.
No, non sembra sensata spiegazione
che provino piacere nel morire -
ha aggiunto - Quelle fusa misteriose
sono, pare, il brusio dell’affluire
di endorfine pietose -
vana cura autarchica, familiare
breve sollievo al male e alla paura.

Scritto da: arden a 20:00 | link | commenti (19) |


Commenti
#1   29 Maggio 2006 - 22:07
 
Ah! Adesso ho capito perché sono così affettuoso: le endorfine, la morte vicina...
Scommetto che quell'etologo era Giorgio Celli. Lo riconosco. E qui riconosco l'Arden migliore.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente proteus2000

#2   30 Maggio 2006 - 11:50
 
Stupefacenti quei micetti strapazzati
sulle seggiole viennesi! Che mangino brioches?

Ricordo che da piccolo mi morì un gatto. Gli feci il funerale e lo seppellii sul ciglio della strada, con una croce fatta di due piccoli tronchi di robinia. Passò di lì il parroco per caso e vide. Perpoco non mi beccai una scomunica.

E comunque averne a litri nel sangue, di endorfine pietose, nell'ora nostra estrema.


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#3   30 Maggio 2006 - 13:03
 
Sì, era Celli:-)
Spero anch'io almeno nelle endorfine.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente arden

#4   30 Maggio 2006 - 14:39
 
Sapevo che avevamo molto da apprendere dal loro stile di vita, ma non immaginavo un simile insegnamento dal loro stile di morte. E' più che plausibile, e commovente.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lookathesim1

#5   30 Maggio 2006 - 21:19
 
Io credo che l'uomo le avesse, poi le ha inibite con l'uso di succedanei di varia natura.
Finalmente ho sentito che apriranno all'uso degli oppiacei nella terapia del dolore dei malati terminali, uso che vede l'Italia al fanalino di coda rispetto all'europa.
Finche sto bene però mi chiedo; è inutile il dolore alla fine della vita?
Domanda puramente retorica visto che quando toccherà a me mi attaccherò con forsennata suzione alla tetta alcaloide.
Ma finche posso me lo chiedo.
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#6   31 Maggio 2006 - 07:35
 
Prima di tutto apprezzo questa tua capacità di tradurre in poesia anche lo star seduti di anziani "su sedie viennesi"a rischio di cervicale,questa autarchia "gattiana"a difendersi dal dolore,l'ho sentita...e ti dà un senso di smarrimento,non avevo ancora ascoltato la spiegazione dell'etologo.Noi ...umani, a causa del libero arbitrio...? dipendiamo da chi?Perché non ci hanno concesso ,almeno,la possibilità di fare le fusa?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IdaKrot

#7   31 Maggio 2006 - 08:40
 
Tranquilli: un po' di endorfine soccorrono anche noi ogni tanto:-)
Solo che a noi, come alla maggioranza degli altri animali, manca il brusio delle fusa.
E, nel nostro bel paese, manca inoltre la volontà di alleviare il dolore nei malati e moribondi, aiutando le endorfine naturali a mettersi in opera.
Personalmente, non credo che il dolore dei moribondi sia "utile". A cosa? A prendere la morte come un sollievo?
Comunque: ciascuno di noi può, quando sarà l'ora, assaporare fino in fondo la bella esperienza del dolore qualora gli capitasse una morte lenta e dolorosa.
L'importante, per conto mio, è non costringere il nostro prossimo a gustarla anche lui pure se non gradisce e se esistono i mezzi per evitarla.
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#8   31 Maggio 2006 - 12:38
 
in effetti è quello il motivo per il quale i gatti fanno le fusa: per "tranquillizzarsi"; sia in situazione piacevoli, per addormentarsi, sia in situazioni spiacevoli (ad esempio dal veterinario o quando stanno male). È il loro ansiolitico.
io però m'illudo sempre che il mio gatto faccia le fusa anche perché mi vuole tanto bene :-)
giard.
utente anonimo

#9   31 Maggio 2006 - 17:25
 
Comunque lo si prenda, il morire per lo più non piace, e ognuno s'ingegna come può: chi fa le fusa, chi prega, chi filosofeggia, chi sacramenta e chi piange e non di dà pace.
Anche se, tutto considerato, si fanno le suddette identiche cose anche vivendo. Infatti si muore mentre si è in vita...
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#10   31 Maggio 2006 - 17:40
 
E' una domanda strana, lo so, mi chiedo se seve per il semplice fatto che c'è, come c'è alla nascita.
Alleviare il dolore di chi soffre è un dovere imprescindibile, ma se si riescie a non annullarsi di farmaci prima del salto credo che sia meglio.
Scrinnutella a' ppallato bbene.
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#11   31 Maggio 2006 - 18:39
 
Charles Bukowski sperava di morire d'infarto nel pieno di un orgasmo.

A me basterebbe morire da lucido ultracentenario, circondato da tanti piccoli pronipoti che mi fanno ciao sorridenti con la manina. Strizzerei loro la palpebra, un sorriso anch'io e via, verso nuove avventure.
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#12   01 Giugno 2006 - 10:37
 
Condivido la tua fantasia/speranza, @Brian: credo che sia quella di molti di noi.
L'altra, quella di Bukowski, mi appassiona assai meno;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaSetari

#13   01 Giugno 2006 - 22:02
 
Bukowski ha scritto delle poesie sublimi, quello che non riesco a capire in lui e in quelli come lui che hanno un attaccamento così viscerale alla sessualità, è perchè affezionarsi così a una cosa che col passare degli anni peggiora invece che migliorare.
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#14   03 Giugno 2006 - 17:10
 
Ah, saggezza dei gatti che sanno godersi anche il proprio "granfinale"! Voglio vederlo come un commento alla francese : Encore un de foutu, vale a dire: "anche questa (vita) me la sono fatta". Ma tanto, di vite ne ha sette!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente naima2

#15   03 Giugno 2006 - 22:09
 
La tua poesia mi ha fatto pensare a tre cose.

Ad una mia amica che una volta mi confessò che, in periodo mestruale, quando il mal di pancia si faceva insopportabile, si toccava per calmare il dolore :)

A Céline, in Viaggio al termine della notte, quando, parlando dei soldati in guerra, diceva che "Il cannone per loro era solo un rumore. E' per questo che le guerre possono durare. Anche quelli che la fanno, che ci sono dentro, non se la immaginano mica. Una pallottola in pancia, avrebbero continuato a tirar su vecchie scarpe per via, perché potevano "ancora servire". Come il montone che, sul fianco, in un prato, agonizza e bruca ancora".

Ad un ragazzo siciliano che, qualche anno fa, mi raccontò la storia della morte del suo gatto, che mi straziò. Mi disse che, essendo molto malato, il veterinario gli suggerì di farlo abbattere per risparmiargli una sofferenza inutile, ma che lui non ebbe il coraggio di farlo fin quando ha sentito il suo gatto fare ancora le fusa.
Forse le fusa sono un trucco del gatto per aggrapparsi con gli artigli, per l'ultima volta, alla vita.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HangingRock

#16   04 Giugno 2006 - 10:43
 
Questi tredici endecasillabi
che sembrano un sonetto
ma poi scivolano nell'ottonario
delle "endorfine pietose"
seguito dal distico finale a mo’ di morale della favola
sono un meraviglioso motore per esistenziali riflessioni che mi farò in privato.

Grazie davvero.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aitan

#17   05 Giugno 2006 - 10:58
 
le endorfine pietose funzionano anche negli uomini... quand'è il momento, ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente palommellarossa

#18   07 Giugno 2006 - 17:22
 
Io ho visto un essere umano in agonia morire sbadigliando. Credo la sua fosse - spero - noia della morte. Così almeno mi piace continuare a credere
C.
utente anonimo

#19   07 Giugno 2006 - 17:40
 
Baudelaire invece voleva aredentemente morire per scoprire il "nuovo". Per lui l'endorfina era proprio la Muerte.

Vedi te come l'essere umano ha davvero così diversi approcci con nostra signora morte corporale.
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