NUOVAMENTE OGNI GIORNO |
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È tornato nel sogno di stanotte
un gattino tigrato
visto ieri giocare coi compagni
in mezzo all'erba e le pietre d'un prato
fra quattro case qui sui nostri colli.
Avrei potuto, volendo, tenerlo:
si lasciava prendere, affettuoso,
e mi avrebbe fatto compagnia.
Ma c'era un tramonto di fuoco
in quell'aperto di spazi, grandioso:
non potevo pensare
di imprigionarlo qui dentro il mio chiuso.
E questa notte l'ho riconosciuto:
m'è sembrato lo stesso
che sullo stuoino d'un altro ingresso,
dentro un altro sogno, antico, aspettava
che gli aprissi per starmi in braccio, stretto
- e aveva poi il musetto d'un bambino,
tutto sporco di lacrime e di zucchero.
